A Kanzi piace suonare la tastiera, arrostire i marshmallow sul fuoco e giocare a Ms. Pac-Man. Ha duettato separatamente sia con Paul McCartney che con Peter Gabriel ed è protagonista di innumerevoli documentari e libri che raccontano la sua vita e i suoi talenti.
Kanzi non è però un personaggio televisivo né tantomeno un essere umano, ma un bonobo e oggi è il suo compleanno. È nato il 28 ottobre 1980 alla Yerkes Field Station della Emory University, ad Atlanta, e nel giro di pochi anni è diventato il bonobo più famoso del mondo.
Questo perché Kanzi non è un bonobo come tutti gli altri, anzi, per dirla meglio è esattamente un bonobo come tanti ma a differenza di altri ha avuto l'opportunità di imparare a comunicare con gli esseri umani, diventando una delle "scimmie parlanti" più famose e influenti della storia.
Kanzi è un bonobo maschio che vive al Great Apes Trust, un santuario per le scimmie di Des Moines, in Iowa. Fin da quando era solo un adolescente ha preso parte a numerosi progetti di ricerca sulla capacità di comunicazione delle grandi scimmie antropomorfe, come scimpanzé e gorilla.
Secondo la primatologa Sue Savage-Rumbaugh, che ha addestrato e accudito Kanzi per tutta la sua vita, il bonobo aveva una spiccata predilezione alla "parola", molto più marcata di tutte le altre scimmie che hanno preso parte a queste iniziative.
Osservando la madre adottiva Matata mentre veniva addestrata, Kanzi ha iniziato in maniera del tutto spontanea a utilizzare il linguaggio dei lessigrammi attraverso una tastiera. Ogni lessigramma corrisponde a una parola, e in brevissimo tempo il bonobo ha cominciato a memorizzarli per parlare con i ricercatori.
Inizialmente erano dieci le parole che aveva acquisito, ma negli anni è riuscito a riconoscere, comprendere e a utilizzare circa 250 lessigrammi, diventando una celebrità di fama mondiale. Kanzi è davvero un primate di talento e utilizza "la parola" non solo per dimostrare di aver capito cosa dicono i ricercatori, per riconoscere un oggetto o per chiedere cibo, ma anche per esprimere concetti astratti, empatia, desideri e bisogni.
Di comunicazione, empatia ed emozioni ne avevamo parlato con Mark Beckoff, professore emerito di ecologia e biologia evolutiva all'Università del Colorado.
Quando per esempio vuole giocare a rincorrersi con un oggetto o con qualcuno, usa una combinazioni di simboli come chase ball (rincorrere palla), chase pine cone (rincorrere pigna), chase water (rincorrere acqua) o chase you (rincorrere tu), esprimendo chiaramente il suo desiderio di giocare con la palla o con uno dei suoi custodi.
Secondo Savage-Rumbaugh durante una gita tra i boschi in Georgia, un giorno Kanzi ha toccato i simboli corrispondenti a "marshmallow" e "fuoco". La ricercatrice ha quindi dato al bonobo fiammiferi e marshmallow e subito dopo lo ha osservato mentre accendeva il fuoco e li arrostiva su un bastoncino. Kanzi comprende le parole e segni, compone frasi, esprime desideri.
Lui e gli altri primati del Des Moines continuano ancora oggi a partecipare a studi cognitivi e comportamentali condotti da ricercatori delle università di tutto il mondo. Il loro lavoro non è servito solamente a studiare le capacità comunicative delle altre scimmie antropomorfe, ma ha cambiato per sempre il modo in cui guardiamo gli animali. I bonobo sono strettamente imparentati con gli scimpanzé, si trovano in natura solo nella Repubblica Democratica del Congo in Africa e sono tra i parenti più stretti degli umani da un punto di vista genetico, ne avevamo parlato anche col noto primatologo Frans de Waal nel nono episodio di Meet Kodami.
Insieme ai gorilla come Koko e a tutte le "altre scimmie parlanti" Kanzi non sono stati però semplicemente degli ambasciatori del mondo animale, dei loro sentimenti e della loro personalità. In molti credono che i talenti di questi primati siano riusciti ad avvicinare questi animali all'uomo, mostrando per la prima volta il loro lato "umano". Non sono state però le altre scimmie ad essersi avvicinate a noi, ma bensì il contrario.
Grazie a Kanzi è l'uomo ad essere tornato animale tra gli animali, una specie tra le specie. Ognuna con le sue unicità, unite però da un sottile filo che ci lega tutte sul grande albero della vita. E così, anche grazie a Kanzi, siamo riusciti a sentirci tutti un po' più vicini agli altri animali, capendo finalmente che non siamo poi così diversi e speciali.