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23 Luglio 2024
20:00

Per quanto tempo può restare solo un cane?

Un cane può stare solo a casa per un po', ma il tempo e il modo con cui affronta la solitudine varia con l'età, la razza e la sua storia individuale. Cuccioli e razze sociali richiedono più attenzione e stimoli, così come molto dipende dal tempo trascorso quando siamo insieme, che deve essere di qualità.

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Immaginiamo di essere in ritardo per un appuntamento di lavoro. Ci mettiamo la giacca, afferriamo le chiavi e, prima di uscire, salutiamo il nostro cane con un veloce "ciao, torno subito". Chiudiamo la porta dietro di noi e ci avviamo verso i nostri impegni, lasciando il nostro amico a quattro zampe da solo in casa. Questo scenario è comune per chiunque viva con un cane, ma porta dietro di sé una domanda molto importante: per quanto tempo può restare solo un cane? Fino a che punto possiamo stare tranquilli? Le risposte, naturalmente, dipendono da molte variabili come il carattere, l'età, la razza e la storia individuale del cane.

Quante ore può rimanere solo il cane

Quando si ragiona sul tempo che un cane può trascorre da solo, ci sono diverse considerazioni da fare. Generalmente, i cani adulti possono per esempio tollerare l'essere lasciati soli per periodi più lunghi rispetto ai cuccioli. Tuttavia, lasciare un cane solo per più di 8 ore al giorno (ma dipende sempre da soggetto a soggetto!) non è mai una scelta saggia e può portare anche a gravi problemi comportamentali e di salute. I cani sono animali estremamente sociali e hanno bisogno di interazione e stimolazione mentale continua per mantenere il loro benessere sia fisico che mentale.

L'età è poi un fattore cruciale. I cuccioli hanno bisogno di cure più frequenti, inclusi pasti regolari e i momenti per fare i propri bisogni. Gli adulti, al contrario, possono gestire meglio la solitudine ma anche loro necessitano di esercizio fisico e interazione sociale.

E sia chiaro: un cane non impara a gestire la solitudine da un momento all'altro ma va accompagnato gradualmente attraverso un percorso a step. I cani anziani, d'altra parte, tendono invece a dormire di più e possono tollerare la solitudine un po' meglio, ma potrebbero avere esigenze mediche specifiche che richiedono attenzioni più frequenti.

Non esiste una risposta definitiva e univoca a questa domanda, poiché il tempo che un cane può trascorrere da solo dipende da tantissimi fattori, inclusa la razza. Cani con una forte motivazione sociale soffrono maggiormente la solitudine, mentre altri come alcuni Terrier o i Pastori guardiani, la tollerano meglio. Una volta tenuto quindi conto delle inevitabili differenze e necessità specifiche di ogni singolo cane, ci sono alcune indicazioni di tempo massimo legate all'età proposte dall'istruttrice americana Mary Janek intervistata a tal proposito dall'American Kennel Club:

  • Sotto le 10 settimane d'età: 1 ora;
  • 10/12 settimane: 2 ore;
  • 3 mesi: 3 ore;
  • 4 mesi: 4 ore;
  • 5 mesi: 5 ore;
  • 6 mesi: 6 ore;
  • Oltre i 6 mesi: massimo 6/8 ore.

Attenzione ai cuccioli

I cuccioli, come già anticipato, richiedono un'attenzione particolare quando si tratta di essere lasciati soli. Nei primi mesi di vita, i piccoli hanno bisogno per esempio di essere portati fuori frequentemente per imparare a non sporcare in casa. Lasciarli soli per troppo tempo può rallentare questo processo di apprendimento e causare stress e ansia. Inoltre, i cuccioli devono fare molte esperienze positive con persone, altri cani e ambienti diversi per crescere equilibrati e sicuri di sé.

Se un cucciolo viene lasciato solo per lunghi periodi può sviluppare anche comportamenti problematici, come abbaiare eccessivamente, masticare oggetti o, peggio, soffrire di ansia da separazione. È perciò fondamentale garantire che i cani nei primi mesi della loro vita abbiano abbastanza stimoli e interazioni durante la giornata per evitare queste problematiche. Proprio per questo, non lasciarli soli per troppo tempo diventa una delle priorità nel processo di formazione della personalità e di consolidamento del legame che ci unirà a lui.

Quali sono le razze che soffrono di più la solitudine

Tenendo sempre bene a mente l'individualità di ogni cane, non tutte le razze tollerano la solitudine allo stesso modo. Alcune razze, specialmente quelle selezionate per lavorare in gruppo o accanto ai propri umani, come i cani da caccia in muta, sono per esempio più inclini a soffrire la solitudine. Oltre a  queste ce ne sono però anche altre, come il Volpino di Pomerania, il Cane Corso, l'American Staffordshire Terrier, il Beagle e il Pastore Tedesco, note per la loro natura sociale e il bisogno di interazione che, se non soddisfatti, può portare a far emergere segni di disagio e problemi emotivi.

Al contrario, altre razze come i piccoli terrier oppure i pastori guardiani tendono a gestire meglio la solitudine. Tuttavia, è importante sottolineare che nessun cane dovrebbe essere lasciato solo per troppo tempo e soprattutto per troppe volte durante la nostra routine settimanale. Anche i cani e gli individui più indipendenti e tolleranti necessitano di interazioni sociali, stimolazione mentale ed esercizio fisico. Anche un cane che può godere di un immenso giardino, se "abbandonato" a se stesso, può soffrire la solitudine.

Cosa lasciare al cane che rimane da solo a casa

Per rendere la solitudine più tollerabile per il nostro cane possiamo organizzare questo momento mettendo a sua disposizione alcuni oggetti che possano distrarlo e intrattenerlo. Giochi interattivi, puzzle alimentari e masticativi possono fornire un minimo stimolazione mentale e aiutare a prevenire la noia. Un ambiente arricchito con i suoi giocattoli preferiti, con la copertina che tanto lo rassicura e magari qualche oggetto che ancora conserva il nostro odore possono aiutarlo a soffrire meno il periodo che deve passare da solo.

Un altro suggerimento potrebbe essere quello di lasciare la radio o la televisione accesa su un canale che trasmette tranquillità. I suoni familiari e che abitualmente sente in casa, o persino la musica, possono aiutare a far sentire il cane meno solo e ridurre l'ansia. Inoltre, è utile assicurarsi che il cane abbia accesso a un'area confortevole dove possa riposare e sentirsi al sicuro. Infine, alcuni studi hanno dimostrato che accarezzare un cane prima di una breve separazione può essere utile a favorire un maggiore stato di calma. Attenzione però a non esagerare e tenere sempre bene a mente l'individualità e i livelli di arousal.

Cosa fare al ritorno

Quando torniamo a casa, è importante dedicare del tempo di qualità al nostro cane. Questo significa giocare insieme, fare una lunga passeggiata e assicurarsi che riceva tutta l'attenzione e l'affetto di cui ha bisogno. La qualità del tempo trascorso insieme è probabilmente l'elemento cruciale per garantire il benessere del nostro amico a quattro zampe anche quando poi rimarrà da solo. La capacità di contestualizzare del cane significa che può imparare a distinguere tra i momenti di attività all'esterno e quelli di relax in casa.

Questo significa che più le esperienze esterne sono ricche e appaganti, più il cane vedrà la casa come un luogo sicuro e accogliente dove può riposare tranquillamente, anche da solo. Tutto ciò, per ovvi motivi, deve essere contestualizzato alle singole esigenze del cane che se in passato ha subito traumi o vissuto momenti di abbandono, avrà inevitabilmente maggiori difficoltà a vivere con serenità i momenti di solitudine. In questi casi, sarà necessario farsi aiutare da un veterinario esperto in comportamento e un istruttore cinofilo per individuare il percorso personalizzato più adatto al caso.

Lasciare un cane da solo per alcuni brevi periodi della giornata è una necessità per molti di noi, se non per tutti. Tuttavia, non bisognerebbe mai abusare o approfittare di questa necessità, anche se con le giuste accortezze possiamo fare in modo che venga vissuta in maniera più serena e meno stressante dal nostro amico a quattro zampe. Pianificare attentamente la nostra e la sua routine, garantire stimoli adeguati e trascorrere soprattutto del tempo di qualità quando siamo insieme, sono alcuni dei passi fondamentare per aiutarlo a stare solo casa in attesa del ricongiungimento.

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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Salvatore Ferraro
Redattore
Naturalista e ornitologo di formazione, sin da bambino, prima ancora di imparare a leggere e scrivere, il mio più grande sogno è sempre stato quello di conoscere tutto sugli animali e il loro comportamento. Col tempo mi sono specializzato nello studio degli uccelli sul campo e, parallelamente, nell'educazione ambientale. Alla base del mio interesse per le scienze naturali, oltre a una profonda e sincera vocazione, c'è la voglia di mettere a disposizione quello che ho imparato, provando a comunicare e a trasmettere i valori in cui credo e per i quali combatto ogni giorno: la conservazione della natura e la salvaguardia del nostro Pianeta e di chiunque vi abiti.
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