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3 Maggio 2024
9:00

Cosa fare quando il gatto fa pipì ovunque

Può succedere che il gatto faccia pipì ovunque in casa e i motivi possono essere diversi: cattiva gestione della lettiera, ma anche stress psicofisico e problemi di salute.

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Membro del comitato scientifico di Kodami
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Può capitare che il gatto faccia pipì ovunque in casa ed è uno dei motivi più frequenti per cui gli umani di riferimento chiedono aiuto. Questo comportamento può essere interpretato come un sintomo legato a diversi tipi di disagio, che il gatto può sperimentare all’interno delle pareti domestiche. Molto spesso le difficoltà nascono da una scorretta gestione della cassetta, altre volte i problemi risiedono in convivenze infelici, in stress psicofisico o addirittura in disturbi fisici.

Affrontare questo problema, quindi, chiede un approccio che aggredisca il problema da più fronti che esclude, naturalmente, il ricorso a punizioni o sgridate: prima di tutto va affrontato il piano fisico, accertandosi della salute del micio, poi quello gestionale verificando il rispetto delle routine di pulizia e di mantenimento delle cassette e infine quello più squisitamente comportamentale che andrà ad analizzare il sistema di relazioni e di qualità della vita del gatto alla ricerca di eventuali fattori di stress o disagio.

Salute del tratto urinario

Il fastidio e/o il dolore causato da una infezione alla base vie urinarie può indurre il gatto ad evitare l’utilizzo della cassetta e depositare le urine “dove si trova”. Va da sé che, davanti ad una situazione del genere, sgridare o punire il gatto non serva assolutamente a nulla, se non ad aumentare il suo livello di stress e a peggiorare la condizione. Un’analisi delle urine, invece, è il primo tipo di intervento da mettere in campo per valutare le reali condizioni di salute.

La gestione delle cassette

Accertato che il gatto è sano sul piano fisico, è necessario chiedersi se la gestione delle cassette sia corretta dal punto di vista igienico e da quello etologico. Il loro numero deve essere commisurato almeno al numero dei gatti, i residui di feci e urine devono essere rimossi quotidianamente, il substrato cambiato integralmente ogni 15-20 giorni (a seconda della resa delle lettiere) e le cassette devono essere disponibili in varie zone della casa e non concentrate tutte in uno stesso ambiente.

Se qualcosa non è gestito al meglio, è sempre possibile apportare delle correzioni e delle migliorie perché in genere i gatti sono molto abili a registrare la presenza di una cassetta in più o di un substrato differente e non hanno bisogno di essere accompagnati o introdotti a questo tipo di novità.

Tensioni sociali

Un altro motivo che potrebbe indurre un gatto a non usare correttamente le cassette è legato alla presenza in casa di conviventi che rendano difficile l’accesso. Oltre che gatti competitori, potrebbe trattarsi anche di cani o di bambini, in generale individui che creano disagio e che fanno sentire un gatto particolarmente vulnerabile quando impegnato nelle sue eliminazioni. Per questo motivo potrebbe decidere di non usare la cassetta ma urinare in luoghi che lo facciano sentire più a suo agio. In questo caso, chiaramente, si tratta di intervenire sulle relazioni, oltre che sulle cassette.

Ansia o paura

Anche l’ansia o la paura potrebbero essere un motivo valido per respingere l’utilizzo delle cassette e incoraggiare, invece, la ricerca di luoghi alternativi reputati più sicuri. Un gatto scarsamente socializzato, per esempio, potrebbe essere talmente terrorizzato di rimanere “intrappolato” in una cassetta da preferire un più rassicurante letto o la vasca nel bagno. Anche in questo caso, naturalmente, mentre si dovrà evitare di spaventare ulteriormente il gatto con minacce, urla e sgridate, bisognerà fare in modo di aumentare il suo senso di sicurezza, per esempio moltiplicando i rifugi e le cassette disponibili.

Selettività di substrato

In alcuni casi il gatto potrebbe aver sviluppato una preferenza per certi tipi di substrato (tessuti, legno, carta) per motivi legati ad una sua particolare sensibilità o preferenza sensoriale. In questo caso, piuttosto che costringerlo ad adattarsi a superfici per lui inadeguate, può essere più funzionale fornirgli un’alternativa più vicina possibile a quella di suo gradimento. Alcuni gatti, ad esempio, urinano in cassetta solo se è presente uno strato di terra o solo se con totale assenza di profumazioni chimiche.

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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Sonia Campa
Consulente per la relazione uomo-gatto
Sono diplomata al Master in Etologia degli Animali d'Affezione dell'Università di Pisa, educatrice ed istruttrice cinofila formata in SIUA. Lavoro come consulente della relazione uomo-gatto e uomo-cane con un approccio relazionale e sono autrice del libro "L'insostenibile tenerezza del gatto".
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